L'ANNUNCIAZIONE

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ANNUNCIAZIONE

 

 

Premessa

Dipinto di Iulian Rosu per la basilica dei SS. Martiri Nereo e Achilleo di Viale Argonne 56 – Milano

Periodo di esecuzione: novembre – dicembre 2020

Il dipinto, “scritto” con le tipiche tecniche delle icone, è stato portato a termine su un speciale supporto di tela e sottile strato di legno di circa 20 m2, secondo le antiche regole della pittura bizantina e con condivisioni, suggerimenti e stimoli da parte del committente don Gianluigi Panzeri, parroco. Una collaborazione necessaria che non ha tolto minimamente la libertà dell’artista, ma ha contribuito a realizzare un’opera che conferma lo stretto e necessario rapporto tra arte e teologia e tiventi occasione per trasmettere nella bellezza un messaggio di fede e di verità.

E’ il primo dipinto del ciclo programmato per la decorazione delle pareti della navata centrale che prevede sei pannelli, sulla sinistra, che “raccontano” i Vangeli delle settimane dell’Avvento e sei pannelli con i Vangeli della Quaresima, secondo la liturgia ambrosiana.

L’ho potuto ammirare dapprima in foto e giovedì 17 dicembre “in diretta”. Mi è stato quindi possibile, anche grazie alla presentazione del pittore Iulian, “leggerla” in modo più approfondito

 

Presentazione del dipinto

L’opera di Iulian ha le caratteristiche tipiche dell’arte bizantina, espressione pittorica in uso nell’intera cristianità e in Italia sino all’avvento di Giotto per scomparire con l’arte del Rinascimento.

I modi espressivi di Iulian hanno tuttavia un’impronta di novità. Ritroviamo, infatti, una particolarissima capacità d'inserimento spaziale, fantasiose architetture, movimento, vivacità, dolcezza nei tratti delle figure e un acceso cromatismo che dona vigore al dipinto senza nulla sminuire la bellezza del momento vissuto da Maria.

Va anche rilevato che nulla è casuale o semplice riempimento di uno spazio. Tutto è stato, infatti, studiato, approfondito e risponde a esigenze catechetiche ben precise. La composizione ha un preciso rapporto organico tra architettura, ambiente e personaggi che crea un insieme unitario che deve presenta correttamente l’avvenimento ed evitare rischi di non corretta interpretazione.

Vediamo un’architettura particolare che mette in luce un ambiente interno, ma è strettamente legata al cielo e che sottolinea la partecipazione tra terra e cielo all’Avvenimento.

Lo sfondo architettonico ha caratteristiche che si collegano agli stili antichi romani, bizantino-orientali, rinascimentali e moderni. È immediata la scoperta che alcune colonne hanno dei capitelli che riprendono quelli della basilica, poi chiaramente richiamata dalla sua cupola vista dall’esterno. Si noti poi che le costruzioni dipinte, sono collegate da un velo colorato. Secondo le regole iconografiche bizantine il velo ricorda che l’Avvenimento è stato all’interno di una stessa “casa”. Maria è seduta in una sorta di alcova, con colonne bizantine, da cui il velo prosegue sino alla cupola della basilica. Questo per ricordarci che l’Annunciazione è un avvenimento che collega l’antico e il nuovo Testamento e ci riguarda, ora e nei secoli a venire. È sì accaduto più duemila anni or sono, ma ha un preciso significato sempre vivo che ricorda l’Incarnazione di Gesù.

Il colore verde del pavimento su cui poggiano le predelle lignee poste ai piedi di Maria e dell’angelo richiama il tema cromatico dell’affresco di Vanni Rossi che si può ammirare nell’abside presbiteriale.

In alto al centro, è dipinto un raggio azzurro che si posa su Maria ed ha due cerchi, simbolo del Padre e dello Spirito Santo. Il colore scelto per raffigurare il soffio dello Spirito Santo si ricollega al colore azzurro delle vetrate che decorano la parte alta delle pareti della navata centrale.

Si noti sulla sinistra una figura con lunga barba riccioluta. Si tratta del profeta Isaia che si affaccia a una finestra e che srotola un cartiglio con la scritta: La Vergine concepirà e partorirà un figlio..., come aveva profetizzato (Is. 7,14).

Di fronte a Maria, appare l’arcangelo Gabriele elegantemente vestito di bianco. Sul braccio destro, che addita Maria, è evidente una banda di colore rosso che ci richiama le vesti dei Santi patroni della Comunità Nereo e Achilleo come li aveva dipinti Vanni Rossi. Santi che ora vivono nello stesso mondo degli angeli. Il suo saluto, “Ave Maria”, scritto in greco è leggibile sul cartiglio appoggiato su un arredo che raccoglie rotoli di preghiera, segno che il pregare era un fatto abituale per Maria.

Si noti la particolare intensità del suo atteggiamento: l’arcangelo ha un gesto sicuro, serio, ma lieto perché conscio che con il suo annuncio inizia il progetto di Dio. Ha ai piedi dei calzari dorati, adatti al suo ruolo.  Ha ali, con piume segnate da un ricco cromatismo, che sembra gli abbiamo consentito di “atterrare” morbidamente, ma se si guarda con attenzione, possiamo notare che le ali formano una grande “G”, la sillaba iniziale del nome di Gesù.

Ma veniamo a Maria, un'elegante e dolce figura vestita di rosso porpora, il colore regale. Ha un atteggiamento di turbamento segnato dal gesto della mano destra, ma già sulla destra Iulian ha dipinto un cartiglio con la scritta: Ecco sono la serva del Signore come riferisce il Vangelo di Luca (1, 38).

Maria, la donna del “sì” che ha cambiato le sorti del mondo, ha sulla sua veste, alle spalle e sul velo in testa tre stelle, decorazione simbolica che ritroviamo abitualmente nelle Icone. Sono un antico simbolo siriaco di verginità che era ricamato sul velo nuziale delle principesse.

Per i cristiani le stelle hanno assunto un nuovo significato: castità di Maria e la sua verginità perpetua prima, durante e dopo il parto. Parimenti sono un richiamo alla Trinità. E’ facile ritrovare in tante Icone che la figura di Gesù in braccio a Maria, copre una delle stelle.

Alla destra di Maria è posato a terra un vaso con dei gigli bianchi. È un simbolo di purezza, rettitudine, fede e santità, abitualmente rappresentato nei dipinti a partire dal tardo Medioevo e sino ad oggi.

 (L. Bissoli)