La parola di Settembre

Carissimi,  

Il nostro Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, ha pubblicato la Proposta pastorale per l’anno 2020-2021: Infonda Dio sapienza nel cuore.

Col curioso sottotitolo: Si può evitare di essere stolti.

Un appello affinché non si dimentichi quanto si è vissuto e perché il «nulla sarà più come prima» non rimanga solo una frase fatta. Nell’introduzione l’Arcivescovo, riporta le parole di San Carlo Borromeo nel Memoriale ai milanesi del 1579, scritto dopo la devastante peste del 1576. «È un appello alla responsabilità». Al centro della Proposta del Vescovo sta l’invito a porsi domande che vanno ascoltate e interpretate: come abbiamo vissuto e come abbiamo reagito come comunità e come singoli alla pandemia?

Nell’invito alla sapienza del nostro Arcivescovo, si intende il saper cogliere il bene possibile in un contesto solcato da profonde ferite e anche da tragedie, senza l’illusione di poterci dotare di un “prontuario” precostituito. La sapienza è piuttosto il nome di un’arte, di uno stile di vita, che comincia dal lasciarsi ammaestrare dalla situazione. Questo vuol dire, anzitutto, cogliere le domande radicali che la realtà della pandemia che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo porta con sé. La ricerca della sapienza è come il dotarsi di una bussola, che non esime dalla fatica del cammino, ma che piuttosto, spinge a muoversi senza smarrirsi.

L’Arcivescovo, nel tracciare il sentiero di una sapienza come ritorno all’essenziale, invita ad abitare due luoghi in particolare, che rivelano la verità dell’esistenza umana: il corpo e il tema della sofferenza e della morte. Abitare il corpo con sapienza vuol dire rendersi conto della nostra fragilità e che ciascuno di noi ha bisogno costantemente della cura dell’altro. Come a dire che la vocazione originaria della nostra corporeità non è quella della prestazione, della performance, quanto piuttosto dell’incontro, della sollecitudine reciproca. Circa il secondo luogo di esperienza che rivela la verità dell’umano, è inevitabile confrontarsi con la sofferenza e con la morte. Credo che l’Arcivescovo ci inviti a cogliere, anche in questo abisso, l’opportunità di fare i conti con il limite che noi siamo e della domanda di salvezza che sale dal nostro cuore.

Spiega ancora monsignor Delpini: «La pandemia ci ha rivelato che siamo tutti sulla stessa barca e che, tuttavia, il pericolo porta anche a far emergere sia le cose peggiori che le cose migliori che sono nel cuore umano. La sapienza è l’arte di distinguere il bene dal male, di vigilare sulle tentazioni, compresa quella, per esempio, di far prevalere l’egoismo sulla solidarietà o di difendere privilegi a danno di chi è fuori dalla condizione di benessere. La sapienza che viene dall’alto, invocata nel libro del Siracide, penetra nei misteri, ma offre anche insegnamenti pratici sui rapporti sociali, sull’uso corretto delle ricchezze, sul valore dell’amicizia e nella relazione tra uomo e donna».

Questa Proposta pastorale si conclude invitando le comunità cristiane presenti sul territorio diocesano a inoltrarsi con animo ben disposto nella lettura attenta del Libro sapienziale del Siracide, cosa che anche noi faremo negli incontri programmati nel tempo d’Avvento.

Il volumetto “Infonda Dio sapienza nel cuore” comprende due sezioni: il testo della Proposta pastorale 2020-2021 (pag. 15-63), che affronta in modo articolato i temi sopra citati, e la Lettera per l’inizio dell’anno pastorale (8 settembre 2020 da pag. 65 a 115). Si tratta della prima delle Lettere alla Chiesa ambrosiana, alla quale, lungo l’anno, seguendo i tempi liturgici, seguiranno la Lettera 2 (Avvento/Natale), la Lettera 3 (Quaresima/Pasqua) e la Lettera 4 (Pentecoste).

La Proposta pastorale dell’Arcivescovo è possibile leggerla e scaricarla sia dal sito della Diocesi che dal sito della nostra Parrocchia.

 

  •                     don Gianluigi