La parola di Ottobre

parola-mese Carissimi,  

 

quest’anno la festa patronale della Madonna del Rosario la celebreremo domenica 4 ottobre ci permettere di condividere alcune riflessioni sul tema della libertà. Paolo scrivendo ai cristiani della Galazia ha espressioni che possono guidare la nostra riflessione, quando afferma: “Cristo ci ha liberati per la libertà. Siate dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il gioco della schiavitù … infatti fratelli siete stati chiamati a libertà che questa libertà …” (5,1.11). Dunque, siamo stati chiamati a libertà: Cristo ci ha liberati per la libertà.

Il cristiano Ë libero e realizza la propria vita mettendo a frutto la propria libertà: noi siamo la nostra libertà. Ma c'è modo e modo di intendere la libertà. L'adolescente, ad esempio, pensa che la libertà sia poter fare quello si vuole. In realtà questa non è la libertà, insegnano i filosofi, questo è il libero arbitrio. La libertà invece si realizza solo quando si sceglie il bene, perché quando una persona sceglie il male ricade nella schiavitù.

Vuoi realizzarti come un uomo, come donna?

Devi fare il bene perché quando scegli di fare il male, degradi della tua vita. Il male degrada la tua esistenza. In termini grossolanamente matematici potremmo dire che il male mette la nostra vita sotto la radice quadrata, ne abbassa la qualità. Scegliere il male Ë mettere la nostra vita sotto scacco. Porto un esempio. Alcuni affermano: Io sono libero, e allora faccio quello che voglio della mia vita e scelgo di usare la droga. Io in realtà poi la droga invece che liberarci ci rende schiavi perché – come è noto – crea dipendenza. Ma la stessa cosa vale anche, ad esempio, per l'alcolismo: ci sono persone che non riescono più a fargli a meno di un bicchiere di vino o di alcolici o superalcolici. Anche questa è una dipendenza, quindi vuol dire che quando si sceglie il male, poi si diventa meno liberi, schiavi dell'alcol, della droga … Il male degrada, dunque, la nostra vita e quelli che noi definiamo “vizi” altro non sono che catene che il male mette alla nostra vita, così che ci ritroviamo schiavi dei “vizi”. Questo vuol dire che un'azione non buona, poi costringe a ripeterla, ogni vizio è una perdita di libertà.Al tempo in cui viveva Gesù, in Palestina vi erano diverse scuole rabbiniche e ognuna si distingueva dall'altra perché una affermava che per realizzare la propria vita e “salvarsi” bisognava osservare le norme e precetti della Bibbia e una sosteneva che il comandamento più importante era questo e un’altra scuola era quello, cioè un altro versetto dell’Antico Testamento. Dicevano, quindi, che per realizzare la propria vita, era indispensabile osservare le norme.

Come è noto, nella Bibbia oltre i dieci comandamenti ci sono 613 precetti, quindi 613 norme da osservare e i farisei – che spesso sono in polemica con Gesù - si distinguevano perché che ci tenevano ad osservarle tutte. Addirittura, avevano circondato questi precetti con una “siepe” di altre norme. Così la vita di un buon ebreo fariseo si riduceva ad una osservanza continua di norme, di precetti, di regole.

Ad esempio, un buon israelita al sabato, non avrebbe potuto fare in giornata più di 300 passi perché, diversamente sarebbe stato un venir meno al precetto del sabato che proibiva ogni tipo di lavoro perché giorno da dedicare a Dio – che nella creazione si era riposato il settimo giorno - e alla preghiera.

Una schiavitù, dirà Paolo, che proveniva anche lui dalla schiera dei farisei prima di incontrare Gesù sulla via di Damasco. Paolo nella lettera ai Galati afferma che Gesù è venuto per liberarci da ogni tipo di schiavitù, del peccato, del male e anche dalla Legge.

Vuoi, invece, migliorare la tua vita e vuoi realizzarti? Devi compiere il bene, solo così realizzi la tua libertà: noi siamo la nostra libertà. Ma cosa è “il bene”? “Bene” per usare le parole del Vangelo è amare Dio e i fratelli (Mt 22,34-40).

Non puoi dire che ami Dio se non ami fratelli – dirà San Giacomo nella sua lettera – perché sono due facce della stessa moneta.

Tutte le monete hanno due facce, la moneta del bene porta da una parte il volto di Dio e dall’altra il volto del fratello. La moneta dell’amore realizza la tua libertà, come uomo come donna.

Se ti vuoi realizzare, se vuoi perfezionare la tua vita, su vuoi essere felice, devi amare.

In termini grossolanamente matematici potremmo affermare che compiere il bene, amare, eleva a potenza la vita di un uomo e di una donna. Se poi si ama in questo modo si realizzano tutti i comandamenti e il precetto della Bibbia.

Quindi, per il cristiano, ma anche per ogni uomo l'unico e duplice comandamento da osservare, da spendere Ë questa moneta. La moneta dell'amore realizza la vita di ogni uomo, di ogni donna. Per migliorare la nostra vita, per perfezionarla ed essere felici su questa terra dobbiamo assomigliate di più a Gesù e a sua madre, la Madonna che questa domenica festeggeremo come patrona della nostra Parrocchia, la Madonna del Santo Rosario. La Madonna ha sempre scelto di compiere di fare il bene, di realizzare la volontà di Dio: “Sia fatta la tua volontà”.

Anche noi per essere vivere giorni felici dobbiamo giocare la nostra libertà sul bene e il bene É l'amore, l'amore per Dio e l'amore per i fratelli, come ci ha testimoniato Gesù e la Madonna. Dunque, dobbiamo tra virgolette per realizzarci dobbiamo “fare l'amore”, l'amore per Dio e per i fratelli. Sant'Agostino scrive nelle Confessioni “ama e fa ciò che vuoi”.

Naturalmente questo ama è l'amore per Dio e per i fratelli così vive il Cristiano.

 

                                                  don Gianluigi