La parola d'estate

Carissimi,  

Nei primi giorni del mese di luglio sono stato in Spagna sulle orme di S. Teresa di Gesù della città di Avila con un gruppo di persone della nostra Parrocchia.

Voglio allora proporvi 5 pillole di saggezza tratte dagli scritti di questa grande mistica spagnola vissuta 500 anni fa, ma il cui insegnamento è ancora attuale, tanto che il Papa (San) Paolo VI nel 1970 l’ha voluta proclamare Dottore della Chiesa, prima donna nella storia della Chiesa a vantare questo titolo.

 

1)        “Non essere mai eccessivo, ma di’ con misura ciò che pensi”.

 

Noi non siamo solo la nostra intelligenza razionale, quasi fossimo dei computer con intelligenza e memoria con le gambe. Noi invece abbiamo un corpo capace di emozioni che a volte però possono diventare invadenti nella nostra vita personale e nei rapporti con le altre persone. S. Teresa ci suggerisce quando parliamo e incontriamo gli altri di evitare gli eccessi come offese e derisioni, parole esagerate e arroganti: le nostre emozioni vanno sempre dominate, mai devono avere il sopravvento, mai devono dominarci.

 

2)        “Se qualcuno parla di argomenti spirituali, ascoltatelo come discepoli, con umiltà, e fate tesoro dei contenuti positivi che vi saranno detti”.

 

L’umiltà è l’atteggiamento da coltivare dentro di noi per metterci alla scuola del Vangelo. Il nostro “io” nell’incontro con gli altri su argomenti spirituali va ridimensionato per essere docili all’azione dello Spirito e non chiusi nelle nostre certezze. L’ascolto spirituale autentico deve essere senza preconcetti e pregiudizi perché lo Spirito Santo possa interpellare e agire nella nostra vita. Il nostro “io” tanto più se saccente - vuoi perché si ritiene superiore, vuoi perché si ritiene depositario della verità - può diventare un ostacolo per l’incontro con Dio. Per questo va coltivata l’umiltà.

 

3)        “Compiere ogni cosa come se Dio fosse realmente visibile: in questo modo l’anima guadagna molto”.

 

S. Teresa suggerisce di sentirsi sempre alla presenza di Dio, in ogni momento della giornata perché Dio ti vede, ti ascolta, ti osserva. Non solo nella nostra intimità e nella preghiera personale, ma anche quando siamo con le altre persone, in famiglia, con i figli, con gli amici o colleghi, all’Università o nell’ambiente di lavoro. Occorre sentire sempre la presenza di Dio tra noi “come fosse realmente visibile”. Questa disposizione giova molto al cammino spirituale che ognuno di noi deve fare.

 

4)        “Prendete l’abitudine di compiere molti gesti d’amore: rendono l’anima ardente e dolce”.

 

Suggerisce S. Teresa che gli atti di amore per il Signore e per il prossimo, cioè per le persone che il Signore ci ha messo accanto, non devono essere gesti straordinari, ma la normalità del nostro stile di vita quotidiano, un’abitudine positiva e ordinaria. Chi agisce così non ama attendendo poi di esserne ricambiato: vuol bene alle persone perché, come scelta di fondo della vita, non ricerca anzitutto il proprio bene, ma il bene dell’altro.

 

Nulla ti turbi, nulla ti spaventi, tutto passa.
Dio non cambia. La pazienza ottiene tutto.
Chi possiede Dio non manca di nulla,
Dio solo basta.
S. Teresa di Gesù

 

5)        “Dedicate grande attenzione all’esame di coscienza di ogni sera”.

 

Alla sera occorre fare un bilancio, un consuntivo della propria giornata cercando di comprendere gli eventuali errori commessi per potersi correggere e ringraziare poi il Signore per le azioni, le scelte, le parole buone e positive che abbiamo detto e fatto. Alla sera chiediti: “Se Gesù fosse qui adesso seduto accanto a me, cosa mi direbbe?”

 

Con questi pensieri spirituali mutuati da una grande Santa, auguro a tutti voi un sereno periodo estivo.

                                                                                                           don Gianluigi