Santi Martiri Nereo e Achilleo

nereo-achilleoNereo e Achilleo erano due soldati romani, forse fratelli, che affrontarono eroicamente il martirio con tutta probabilità nella persecuzione di Diocleziano (304-06), e non, come narra una leggenda ritenuta priva di   fondamento, servitori della vergine Domitilla, appartenente alla nobile famiglia Flavia, martirizzati tra la fine del I secolo e l’inizio del III (M. Sordi, La persecuzione di Domiziano, RSCI XIV (1960), pp. 1-26).
Infatti, già pochi decenni dopo la loro morte, la storia dei due martiri veniva autorevolmente riferita del Papa Damaso (366-384) in un carme   in esametri; esso si trova inciso su una lastra di marmo collocata nella   basilica a tre navate loro dedicata;  questa, scoperta alla fine dell’Ottocento da Giovan Battista De Rossi nella Catacomba di Domitilla sulla via Ardeatina, era stata edificata alla fine del IV secolo sulla loro tomba. Il carme di Papa Damaso recita:

Nereus et Achilleus martyres
Militiae nomen dederant saevumq(ue) gerebant
Officium, pariter spectantes iussa tyranni,
praeceptis pulsante metu servire parati.
Mira fides rerum: subito posuere furorem,
conversi fugiunt, ducis impia castra relinquunt,
proiciunt clipeos, faleras telaq(ue) cruenta,
confessi gaudent Christi portare triumfos.
Credite per Damasum possit quid gloria Christi.

Lo stesso Cardinale Schuster ha tradotto con poetica libertà l’epigrafe di papa Damaso:

Nereo e Achilleo, Martiri! Ambedue si erano fatti
Scrivere tra i militi e attendevano al fiero ufficio
Di eseguire gli ordini efferati del tiranno.
Il terrore li costringeva a tale servaggio.
Vedi però Provvidenza Divina!
Dio li converte ed essi depongono tosto il furore:
abbandonano l’empio castro pretorio, fuggono e gettano
lungi da sé scudi, faretra e sanguinolenti dardi.
Confessano la fede in tribunale e, pieni di gioia,
nel supplizio, portano trionfalmente la Croce di Cristo.

Se  incerto è il periodo in cui vissero, sicurissimo è invece il luogo in cui i  martiri ricevettero sepoltura, sulla via Ardeatina, nel cimitero di Domitilla,  là appunto se ne celebra solennemente la festa il 12 maggio, come insegna il  martirologo Geronimiano. Riposavano i sacri corpi sotto l’altare della basilica  eretta in quel luogo, con ogni probabilità da Papa Siricio (384-399), immediato  successore di Damaso, e restaurata nel VI secolo da Papa Giovanni I (523-526).
Oggi  la reliquie dei nostri due santi patroni (ma non tutte) si trovano a Roma nella Basilica a loro dedicata che sorge quasi al termine di via Terme di Caracalla.

La Basilica ha come compatrona anche la Beata Vergine del Rosario, la cui festa, istituita da Papa San Pio V, si celebra 7 ottobre, in ricordo della vittoria delle forze cristiane nella battaglia di Lepanto, combattutasi nel medesimo giorno dell’anno 1571.

Ciborio Colonna20Achilleo
Ricostruzione dell’altare e del ciborio innalzati sulla tomba dei Santi Martiri Nereo e Achilleo (R. Kanzler). Nella parte inferiore vi è l’iscrizione in onore dei martiri; nelle due colonnine anteriori è scolpito in bassorilievo il martirio dei due soldati, con l’indicazione esplicita dei loro nomi; ci è conservata quella di destra relativa a Sant’Achilleo.